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Monte Prata, danni enormi
per la chiusura degli impianti sciistici
(FOTO E VIDEO)

CASTELSANTANGELO – Guido Galvagno, gestore del self service, e Francesco Michelangeli, direttore degli impianti, fanno il punto della situazione ad oltre un anno dalle scosse. Le strutture non hanno subito alcun danno, ma la chiusura della strada ha provocato pesanti ripercussioni
5 commenti
del 11/01/2018, ore 18:19
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di Andrea Braconi

(foto e video di Gianfranco Mancini)

Gli impianti sciistici del Monte Prata sono allineati perfettamente e non hanno subito alcun danno dal terremoto. Ma manca ancora, dalle scosse dell’ottobre 2016, un elemento fondamentale: la strada per raggiungerli, per intenderci la provinciale che va da Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio, ancora danneggiata e sulla quale l’Anas interverrà solo a partire dalla primavera, per concludere i lavori in autunno.

Nel frattempo, però, due intere stagioni sono andate perse. “Tralasciamo il rammarico per aver perso l’occasione di un ritorno alla vita graduale di questi luoghi – ci racconta Guido Galvagno, gestore del self service sugli impianti -, che poteva essere rappresentato proprio dall’apertura degli impianti invernali. Ma la provinciale non è stata ancora riaperta al transito. Confidiamo sul fatto che dalla prossima stagione si possa ripartire, visto che gli impianti non hanno alcun danno: potevano funzionare dal giorno dopo della grande scossa del 30 ottobre 2016, ma così non è stato per una burocrazia che purtroppo attanaglia tutta la situazione del post sisma”.

Una ripartenza, a guardare il bicchiere mezzo pieno, che sarà con tutte carte in regola. “Esiste un progetto di un bacino idrico per l’innevamento artificiale e ci sono fondi destinati al miglioramento degli impianti di risalita”.

Difficile, però, quantificare il danno complessivo. “Più che il danno diretto che ci riguarda, io penso a quello indiretto, vale a dire a tutte le persone della zona che ci lavoravano”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Michelangeli, direttore degli impianti. “Abbiamo perso due stagioni fenomenali piene di neve, considerando poi che non siamo provvisti del cosiddetto innevamento programmato. Ma soprattutto abbiamo perso il volano per una piccola ripresa. Ci lavorano 15 persone in questa stazione, più l’indotto, e questo significa tanto per una popolazione esigua. Il danno, quindi, è enorme. Anche io non lavoro in questa fase, ma così si perdono le maestranze, cioè le persone qualificate, gli operai specializzati che vivono in questa zona e che permettono l’apertura e la vita della stazione. E qui se non viviamo di turismo, di cosa viviamo? Pensiamo anche a quello che abbiamo perso legato al grande movimento di solidarietà che si è creato dopo il terremoto e a quanti sciatori sarebbero potuti venire per aiutarci a ripartire.

Vivere qui è difficile, molta gente se ne andrà da queste zone ma tutti, compreso il Parco, devono essere consapevoli che senza l’uomo la montagna è finita, si degrada. Noi la presidiamo, noi che ci viviamo e che la rispettiamo. Oggi siamo come gli indiani d’America e se non ci danno un motivo per rimanere la vedo veramente dura. Non vogliamo assistenza, vogliamo solo lavorare per vivere”.

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

  1. Rinaldo Gnocchini 2018-01-11 | 19:19:19

    Sempre la solita storia. Parlano di priorità negli interventi ma chi decide sulla priorità. Sempre l’uomo NERO con l’aiuto del Parco. Che connubio !! Lasciate ogni speranza Voi che aspettate.!!!

  2. Paolo Tramannoni 2018-01-11 | 22:16:22

    Cinquecento metri di strada a rischio, non hanno saputo riparare in un anno e mezzo. La Provincia ci avrebbe messo due mesi. Hanno chiuso piste da sci, campeggio, accesso a Castelluccio. Hanno tolto clienti anche ai negozianti di Visso che non aspettano altro che gli sciatori.

    E intanto, a Ussita non si riesce ad avere la perizia su un pilone.

  3. Sauro Paolucci 2018-01-12 | 01:16:20

    Spero tanto di ritornare presto su queste piste ,le piu’ belle delle nostre montagne

  4. Mauro Vallesi 2018-01-12 | 01:24:37

    Continuate a votare gli stessi che hanno reso sterile il paese più bello e ricco del mondo.

  5. Sauro Micucci 2018-01-12 | 08:30:08

    Per me la neve sta bene solo in montagna e leggere che per non aver aggiustato una strada, lì è tutto bloccato, meriterebbe qualcosa di più di una lamentela.Vergogna suprema, degna di chi ne è causa.


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